Rosso, viola, giallo: frutti di bosco con composta di pesche e vaniglia; marrone, verde, bianco: crema al cioccolato, gelatina di menta e panna, e poi, come decorazioni, riccioli di cioccolato, arabeschi di caramello, rametti di ribes: sono queste alcune delle possibili presentazioni di dessert nel bicchierino.
Negli anni si è registrata una minore richiesta della “classica” torta per più persone, se non nelle ricorrenze come anniversari, compleanni e torte di nozze, a vantaggio di dolci-mignon. Il bicchierino, quindi, si fa strada per soddisfare queste nuove richieste e proporre qualcosa di veramente innovativo non solo a livello formale, ma anche di contenuto.
Il bicchierino è una presentazione creata ad hoc per catturare e sedurre prima gli occhi e poi il gusto dato che mette a nudo il dessert; grazie alla sua trasparenza, attributo indispensabile sia esso di vetro o di plastica, è possibile vedere la composizione del dolce. Questo contribuisce all’effetto meraviglia, insito nella volontà di stupire da parte del pasticcere e del gelatiere per attrarre l’attenzione e l’interesse del consumatore.
Ma non c’è soltanto la forma, dato che il bicchierino consente di lavorare sulle strutture, le consistenze, le temperature; di giocare sui colori, sugli abbinamenti di gusti, talora insoliti, e a volte provocatori; di divertirsi a scomporre, destrutturare e reinventare una preparazione nei suoi componenti.
Il fatto di essere un dessert completo che si può mangiare e bere nello stesso tempo, poiché costituito da masse solide e liquide, rappresenta inoltre un’ottima argomentazione di vendita da spiegare ai consumatori.
Oltre a ciò consente infine di offrire un buon servizio al cliente anche dal punto di vista della confezione, elemento che concorre all’apprezzamento del prodotto, specie se viene regalato per essere consumato per un dopo cena galante, o tra amici, o semplicemente in famiglia.