Il punto di partenza è semplicissimo: si tratta di ampliare enormemente l’ampiezza e la varietà dei mieli a cui ‘attingere’ per le proprie creazioni in cucina.
Mi spiego meglio: propongo il miele nell’ormai tradizionalissimo abbinamento con il formaggio, magari con un pecorino affinato con le vinacce? Allora servo del miele aromatizzato con acini d’uva e quindi profumato al vino... Oppure mi piace l’idea di proporre una macedonia alternativa? Uso il miele al posto dello zucchero e posso profumarlo alla melissa, o al tè... Il risultato avrà sempre comunque qualcosa di sorprendente e originale, capace di lasciare al cliente l’impressione che si è stati in grado di proporre un piatto, anche tradizionale, con qualcosa in più.
Dal punto di vista pratico si tratta di un procedimento particolarmente semplice: alla base si può scegliere un miele millefiori, comunque di buona qualità, a cui conferire un sentore particolare mediante riscaldamento al microonde, a piena potenza, in un recipiente coperto da carta fata (con un forellino) fino a che compaiono le prime bollicine. L’acqua contenuta negli elementi aggiunti (che si tratti di scorza d’agrumi, spezie o frutta secca) si surriscalderà permettendo la ‘diffusione’ dei profumi in tutta la sostanza.
Nel caso di elementi secchi come ad esempio grani di pepe, mandorle, chiodi di garofano o bacche di vaniglia, sarà necessario procedere prima reidratandoli in vino bianco o acqua, secondo l’ingrediente e la preparazione che prevede l’utilizzo del miele. In ogni caso, andranno poi opportunamente scolati prima di unirli al millefiori.
Fra le prospettive interessanti di questo tipo di metodo c’è anche la possibilità di connotare in chiave ‘territoriale’ la propria ricetta; mi spiego meglio: se opero in Sardegna e propongo il maialino al miele, posso scegliere di aromatizzarlo al mirto, così come se il mio carrello dei formaggi prevede un Bettelmatt d’alpeggio potrà essere interessante un miele profumato alle erbe alpine. Per contrasto, affinità o analogia l’universo dei mieli aromatizzati apre un ventaglio notevole di possibilità. Anche in quello che sembrerebbe il campo di applicazione più tradizionale; penso ai dolci, alle creme a base di mascarpone, alle pannecotte profumate alla cannella, al caffè, ai chiodi di garofano...