Prosegue il viaggio alla scoperta dei grandi vitigni autoctoni italiani con quello che è stato a buon diritto definito il "genitore" dei vini italiani più importanti e conosciuti nel mondo: il Nebbiolo del Piemonte.
La viticoltura in Piemonte (come nel resto del Paese) risale a tempi antichissimi, ma il Nebbiolo è noto dai documenti solo all’inizio del XIV secolo, e appare localizzato nella Langa astigiana, e in particolare a sud di Alba. Nei secoli, tuttavia, il territorio del vitigno si è esteso, e il Nebbiolo, oltre che in Roero, nel Canavese e nel comune di Carema (To), ha messo radici anche nel resto del Piemonte, con ampie escursioni nella bassa Valle d’Aosta, in Valtellina e in Franciacorta, mentre esperimenti di impianto del vitigno sono stati effettuati persino in California.
Dalle sue uve nascono, tra gli altri, grandi rossi come il Barolo, il Barbaresco, il Gattinara e altre Doc divenute giustamente celebri nel mondo.
Tutte le Doc originate dal Nebbiolo hanno comunque, anche se in misura diversa, caratteristiche simili: molto strutturate, ricche, tanniche, si apprezzano dopo un lungo invecchiamento che è necessario proprio per ammorbidire, arrotondandoli, i tannini presenti. Perfetti per accompagnare piatti importanti a base di carne. Ecco allora, soprattutto per il Barolo, l’abbinamento perfetto con i filetti, le tartare di carne, i carpacci, gli stracotti, i brasati (non a caso marinati proprio nel Barolo) e tutte le preparazioni in cui l’estrema concentrazione dei sapori si accompagna alla grande ricchezza del risultato finale.
Anche il servizio di questi grandi vini va effettuato seguendo regole precise: si tratta infatti, come detto sopra, di vini piuttosto tannici, che quindi richiedono di essere bevuti a una temperatura piuttosto elevata – 18°C, 20°C o anche 22°C – per non "allappare" il palato. Al tempo stesso tutti questi rossi di qualità devono essere caraffati e serviti in ballon ampi, per poter sprigionare al meglio tutta la gamma delle loro note olfattive e gustative.
Un vitigno, tante D.o.c.
Numerose le Doc che fanno capo al Nebbiolo. Eccole, suddivise secondo un criterio geografico: Valle D'Aosta: Valle D'Aosta nebbiolo, Arnad - Montjovet, Donnas.
Piemonte: Docg Barolo, Barbaresco, Gattinara, Ghemme, Doc Albugnano rosso, Boca, Bramaterra, Canavese nebbiolo, Carema, Colline Novaresi nebbiolo, Colline Saluzzesi rosso, Coste della Sesia nebbiolo, Fara, Langhe nebbiolo, Lesiona, Nebbiolo d'Alba, Pinerolese rosso, Roero rosso, Sizzano.
Lombardia: Valtellina rosso (anche superiore e sforzato), Terre di Franciacorta rosso.