Iniziamo subito con i distinguo. Perché parlando di distillati e di liquori è bene precisare che le due categorie sono sì accomunate da un’alta gradazione alcolica, ma che gli uni e gli altri sono ottenuti con tecniche molto diverse.
I distillati sono bevande alcoliche prima fermentate e poi distillate, dove il limitato tasso alcolico presente nella miscela “di base” viene incrementato attraverso una progressiva concentrazione. In genere, nel corso del processo, vengono eliminate la “testa” (ossia la prima frazione del distillato) e la “coda” (l’ultima), a causa del loro contenuto di metanolo e altri alcoli, per conservare invece il cosiddetto “cuore” – cioè quello che resta – costituito da alcol etilico e acqua.
Ecco una schematizzazione del mondo dei distillati:
• di vino: Brandy, Cognac, Armagnac
• di vinaccia: Grappa
• di canna o melassa della canna da zucchero: Rhum, Cachaça
• di cereali: Vodka (frumento, segale, patate), Whisky (orzo, segale, mais, frumento), gin (cereale, bacche di ginepro, erbe officinali).
• di frutta: Slivowiz (prugne), Calvados (sidro di mele), Kirsh (ciliegie), Apricosen (albicocche), Marillen (pasta di albicocche), Thibarine (datteri), Assenzio (assenzio maggiore), Anisette, Arac (anice); Tequila, Mezcal (agave).
Un distillato, per legge, può avere un tasso alcolico compreso tra il 30% e l’86%.
Decisamente più limitata, invece, la gradazione alcolica dei liquori, generalmente compresa tra il 20 e il 50%. E se i più famosi rappresentanti di questa categoria sono il limoncello, il nocino, il laurino, le grappe aromatizzate, il gineprino e tanti altri, altrettanto varie sono le tecniche di preparazione dei liquori stessi, anche se le principali sono l’infuso di erbe o frutta in alcol “allungato” e zuccherato e la miscela di alcol (o di distillato) con aromi, acqua e zucchero. Tra i liquori, inoltre, gli esperti distinguono generalmente liquori semplici (o monocomponenti), a base di alcol e di una sola essenza dominante – anche se non è escluso l’utilizzo di altre essenze come aromatizzanti – e liquori composti, o pluricompomenti. Esempi tipici sono, per la prima categoria il limoncello, per la seconda i liquori a base di erbe alpine. Ma non è finita, perché esistono anche liquori che contengono ingredienti provenienti dal mondo animale – uova, latte ecc. – e che aprono uno spiraglio sull’universo composto dalle creme di limoncello, dagli zabaioni alcolici, dai marsala all’uovo e via elencando.